"Siamo lieti di annunciarle che il suo profilo è stato selezionato tra i 240 che la giuria visionerà il prossimo 21 e 22 novembre per scegliere i 24 talenti del concorso Leica 24x36."
venerdì 18 novembre 2011
Ammessi tra i finalisti Leica 24x36 !
"Siamo lieti di annunciarle che il suo profilo è stato selezionato tra i 240 che la giuria visionerà il prossimo 21 e 22 novembre per scegliere i 24 talenti del concorso Leica 24x36."
giovedì 17 novembre 2011
Impossible SX-70
| Polaroid SX-70 aperta e pronta allo scatto. Frontalmente trovano posto i controlli per messa a fuoco ed esposizione, lo shutter, la lente e l'esposimetro |
Polaroid SX-70: mi è arrivata tre giorni fa ed è stato subito amore. Soprattutto perché, caricata con le allucinanti istantanee Color Shade PX 70 della Impossible Project, la SX-70 regala visioni psichedeliche, inquietanti e surreali. Un set-up che avrebbe fatto impazzire persino Francis Bacon!
La Polaroid SX-70 è uno dei miti, forse il mito, della storia della Polaroid. E’ un mito perché è stata la prima reflex istantanea della storia della fotografia, è un mito perchè per prima ha fatto uso del film SX-70 in grado di svilupparsi autonomamente anche se tenuto alla luce, è un mito perché con il suo elegante design pieghevole poteva essere tenuta in tasca (o almeno nelle tasche dell’epoca) o nella sua incantevole custodia/tracolla in pelle. Per la storia completa non vi rimando al solito Wikipedia, ma vi consiglio la lettura di questo post su Technologizer, che ripercorre tutti i tratti salienti della vita di questa splendida macchina (lo sapevate che Andy Warhol fosse solito portarla sempre con se? E che Steve Jobs l’avesse utilizzata per dimostrare l’importanza del “Form Factor”? Sapevatelo).
Una settimana fa ho avuto la fortuna di aggiudicarmi un'asta ebay per una SX-70 in buono stato con custodia in pelle originale ad un ottimo prezzo. Mi è andata piuttosto bene, dato che questi gioiellini tendono a costare non pochissimo, soprattutto se acquistate da chi le revisiona...
| La custodia è fatta in modo da non richiedere l'estrazione della SX-70 per lo scatto. Questa soluzione impedisce però l'utilizzo di un cavalletto |
Putroppo il film SX-70 è andato fuori produzione insieme a tutti gli altri film Polaroid dal 2006 e quel poco che è rimasto nei magazzini è oggetto di aste ebay dai costi esorbitanti. E' un peccato, perchè si trattavia di un ottimo film, dai colori vibranti e dalle incredibile modificabilità artistica...
Al suo posto, oggi si possono utilizzare tre film prodotti dalla Impossible Project (di cui vi consiglio di leggere passato, presente e futuro, perchè si tratta di una realtà davvero interessante): il primordiale ed instabile Silver Shade, il più "stabile" Color Shade e lo sperimentale PUSH!.
Ho deciso di optare per il Color Shade, anche perchè il Silver Shade è attualmente out of stock ed il PUSH! ha ricevuto recensioni abbastanza negative... Il prezzo di questi film è non bassissimo, anche cercando il massimo della convenienza acquistando pack da tre cartucce, una volta considerate le spese di spedizione ogni foto costa tre euro. Se sia tanto o poco, per quanto mi riguarda, dipende dai risultati...
Insieme ai film ho acquistato una PX Shade, una pellicola che, installata nella SX-70, protegge le fotografie dalla luce quado vengono "partorite" dopo uno scatto. I tecnici della Impossible Project, infatti, non sono ancora riusciti a riprodurre le caratteristiche di quel SX-70 film che all'inizio degli anni 70 sbalordiva con lo sviluppo autonomo a luce ambiente. Le Color Shade, invece, vanno protette gelosamente dalla luce per i primi tre minuti dall'esposizione, per poi essere lasciate a completare il loro lento sviluppo di circa trenta minuti in un ambiente possibilmente riparato.
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| La pellicola PX Shade protegge le istantanee Impossible Project dalla luce ambientale quando vengono espulse dalla camera in seguito ad uno scatto |
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| La pellicola PX Shade si installa facilmente aprendo lo slot per il caricamento delle cartucce e si incastra alla perfezione |
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| Al momento dello scatto, l'istantanea viene espulsa sotto la pellicola PX Shade che ne protegge la superficie sensibile dalla luce circostante |
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| Volendo si può lasciare la pellicola PX Shade sempre installata, la Polaroid SX-70 infatti può essere piegata e richiusa completamente |
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| Chi avesse la custodia originale della Polaroid SX-70 può come me riporre la pellicola SX Shade tra la macchina e la custodia |
Anche la temperatura ambientale gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo delle Color Shade, con conseguenze determinanti su colore, contrasto e nitidezza. Questa proprietà mi intriga particolarmente, perchè aumenta le variabili incontrollabili che determinano l'aspetto finale della foto che così, come un figlio, possiede stampo dei genitori pur sviluppando caratteristiche proprie ed imprevedibili.
Osservando il mio primo scatto, però, più che un figlio mi pare di osservare il mondo attraverso uno specchio distorto. Una situazione di intimità famigliare, causa anche l'aspra illuminazione di taglio con lampada ad incandescenza ed il pesante armadio di nonna sullo sfondo, assume lentamente davanti ai miei occhi l'aspetto di uno schizzo che ha un che di Goya ed un che di Bacon. La tendenza al giallo tipica del Color Shade va in risonanza con l'illuminazione ad incandescenza e genera una tina anticata. I lineamenti di mia moglie e mia figlia sono indistinti, i contorni sfumati. Le ombre sembrano tratteggiate a matita. Eppure il metallo della poltrona è li, solido, nitido, quasi a puntualizzare la natura fotografica dell'immagine. La texture fungina dell'emulsione da quel tocco finale di sudicia materialità che completa il carattere di ineluttabile concretezza della mia prima istantanea.
Già sono innamorato dell'accoppiata SX-70/Color Shade. Perchè, finalmente, ho sostituito la post-produzione digitale con una pre-produzione materiale. E qesta è, per me, una genuina ventata d'aria nuova...
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News from Leica Talent 24x36
La pagina facebook di Leica Talent Italia questa mattina mi informa dei prossimi sviluppi del concorso 24x36:
"I giurati esterni (http://www.lab.leica-camera.it/jspleica/giuria.jsp) stanno ultimando le votazioni dei 2400 partecipanti. Entro sabato 19/11 comunicheremo i 240 ammessi alla selezione finale. Questi potranno essere votati fino alle ore 12:00 di lunedì 21 novembre. Il 21 e 22 novembre la giuria si riunirà per selezionare i 20 partecipanti che si aggiungeranno ai 4 che avranno ottenuto più voti alla chiusura del voto. Tra il 23 e il 24 novembre pubblicheremo i nomi dei 24 finalisti (che verranno preventivamente avvisati) e successivamente le motivazioni della scelta da parte della giuria. Come noto, i 24 finalisti saranno invitati il 12 e 13 dicembre a Solms, presso la sede di Leica Camera, dove verrà loro consegnata la X1 e dove, insieme ad una vista della fabbrica e ad altre attività, verrà svolto il kick-off meeting del progetto 24x36."
"I giurati esterni (http://www.lab.leica-camera.it/jspleica/giuria.jsp) stanno ultimando le votazioni dei 2400 partecipanti. Entro sabato 19/11 comunicheremo i 240 ammessi alla selezione finale. Questi potranno essere votati fino alle ore 12:00 di lunedì 21 novembre. Il 21 e 22 novembre la giuria si riunirà per selezionare i 20 partecipanti che si aggiungeranno ai 4 che avranno ottenuto più voti alla chiusura del voto. Tra il 23 e il 24 novembre pubblicheremo i nomi dei 24 finalisti (che verranno preventivamente avvisati) e successivamente le motivazioni della scelta da parte della giuria. Come noto, i 24 finalisti saranno invitati il 12 e 13 dicembre a Solms, presso la sede di Leica Camera, dove verrà loro consegnata la X1 e dove, insieme ad una vista della fabbrica e ad altre attività, verrà svolto il kick-off meeting del progetto 24x36."
Incrociamo le dita...
martedì 15 novembre 2011
X1 Talent - 2400
Ottime notizie: sono entrato nella seconda fase del Leica 24x36!!!
Come descritto nel sito Leica, il 13 novembre i partecipanti sono stati scremati da una giuria interna tenendo in considerazione come unico parametro la qualità delle foto proposte. Ossia, i voti ricevuti tramite facebook non hanno avuto alcun peso (capito spammers?) e non ne avranno se non per gli ultimissimi finalisti. Vediamo perché.
Sul sito Leica Lab informano che i partecipanti sono stati più di 42 mila, un'enormità, praticamente chiunque avesse una fotocamera ha partecipato al concorso. Di questi solo 2400, circa il 5% dei partecipanti, sono stati selezionati per essere giudicati dalla giuria esterna (e andate a vedere chi sono e capirete perché dire che sono teso sia dire poco).
Questa giuria scremerà, sempre sulla base delle sole qualità fotografiche il 90% degli attuali partecipanti, portando la selezione a soli 240 fotografi.
Sempre la stessa giuria ridurrà questo numero a 24, eliminando sempre il 90% dei partecipanti. Attenzione: di questi 24, 20 saranno scelti sulla base delle sole qualità fotografiche. Soltanto 4 finalisti saranno scelti in base al numero dei like accumulati.
Insomma, alla fine dei giochi ciò che veramente conta è la qualità. Tra 42 mila partecipanti, solo 4 fotografi, meno dello 0.01%, vinceranno l'ultima selezione per merito dei voti presi, e si tratterà comunque di fotografi giunti fino in fondo, ossia appartenenti a quello 0.5% degli iniziali partecipanti che ha le qualità per giungere in finale.
Quindi? Nella speranza di poter essere valutato così bene da farcela ad entrare nella top 240... Continuate a votare ;-)
Come descritto nel sito Leica, il 13 novembre i partecipanti sono stati scremati da una giuria interna tenendo in considerazione come unico parametro la qualità delle foto proposte. Ossia, i voti ricevuti tramite facebook non hanno avuto alcun peso (capito spammers?) e non ne avranno se non per gli ultimissimi finalisti. Vediamo perché.
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| http://www.lab.leica-camera.it/ |
Sul sito Leica Lab informano che i partecipanti sono stati più di 42 mila, un'enormità, praticamente chiunque avesse una fotocamera ha partecipato al concorso. Di questi solo 2400, circa il 5% dei partecipanti, sono stati selezionati per essere giudicati dalla giuria esterna (e andate a vedere chi sono e capirete perché dire che sono teso sia dire poco).
Questa giuria scremerà, sempre sulla base delle sole qualità fotografiche il 90% degli attuali partecipanti, portando la selezione a soli 240 fotografi.
Sempre la stessa giuria ridurrà questo numero a 24, eliminando sempre il 90% dei partecipanti. Attenzione: di questi 24, 20 saranno scelti sulla base delle sole qualità fotografiche. Soltanto 4 finalisti saranno scelti in base al numero dei like accumulati.
Insomma, alla fine dei giochi ciò che veramente conta è la qualità. Tra 42 mila partecipanti, solo 4 fotografi, meno dello 0.01%, vinceranno l'ultima selezione per merito dei voti presi, e si tratterà comunque di fotografi giunti fino in fondo, ossia appartenenti a quello 0.5% degli iniziali partecipanti che ha le qualità per giungere in finale.
Quindi? Nella speranza di poter essere valutato così bene da farcela ad entrare nella top 240... Continuate a votare ;-)
venerdì 21 ottobre 2011
Most Interesting Set automagici grazie a Flickr Set Manager di Dopiaza
Dell'importanza che Flick ricopre per ogni fotografo ne abbiamo parlato in uno dei primissimi post.
Non so se ne siete a conoscenza, ma Flickr possiede ed utilizza quotidianamente un algoritmo segreto e misterioso che ha il compito di valutare costantemente il livello di "interesse" di ogni foto presente sul sito.

Questo algoritmo è responsabile per la selezione delle 500 foto che ogni giorno compongono il set EXPLORE, la cui appartenenza è motivo di particolare orgoglio da parte di molti fotografi. Come non dargli ragione, finire su EXPLORE significa vedersi riconosciuto il titolo di migliore foto entro 500 sulle centinaia di migliaia di foto che quotidianamente vengono caricate dagli utenti di Flickr.
Lo stesso algoritmo, però, non si limita a generare la classifica per EXPLORE, ma rivaluta quotidianamente il livello di interesse di TUTTE le foto presenti su Flickr. Nel fare ciò, inevitabilmente, produce anche una graduatoria d'interesse delle foto di ogni fotografo. Il suo funzionamento si basa su un mix di numero di visite, faves, commenti, gruppi a cui una foto partecipa, etc. Come ogni sistema automatico, non è assolutamente perfetto, anzi: basta farsi un giro su EXPLORE e vedere quante immagini di dubbio interesse siano state selezionate per rendersi conto dei limti effettivi dell'algoritmo. Allo stesso tempo, però, applicato al lavoro di un singolo fotografo riesce effettivamente ad identificare quelle immagini che più che altre sono in grado di catturare l'attenzione.
Non sarebbe quindi carino avere un set fotografico nel quale includere le 10, 50, 100 o 500 foto più "interessanti", magari aggiornato quotidianamente, per condividere con gli altri la selezione dei nostri scatti "migliori"?
Io ho creato un set simile alcuni mesi fa grazie al fatto che, essendo un utente pro di Flickr, ho accesso alla classifica di interesse delle mie foto. Il problema, però, è che tale classifica si modifica quotidianamente, per cui ogni tanto ero costretto a ritornare sul set per riorganizzarlo di conseguenza. Dico ero perchè, pochi giorni fa, sono venuto a conoscenza dell'esistenza della web-app "Flickr Set Manager" di Dopiaza.org, che è in grado di creare automagicamente simili set e di aggiornarli quotidianamente, tenendo conto della classifica aggiornata prodotta dall'algoritmo di interestingness di Flickr.
Utilizzare il Set Manager è davvero semplicissimo:
Ecco fatto, questo è quanto.
Così è come appare il mio nuovo set automagicamente creato ed aggiornato da Dopiaza.org
Postate il vostro e vediamoli insieme!
Non so se ne siete a conoscenza, ma Flickr possiede ed utilizza quotidianamente un algoritmo segreto e misterioso che ha il compito di valutare costantemente il livello di "interesse" di ogni foto presente sul sito.

Questo algoritmo è responsabile per la selezione delle 500 foto che ogni giorno compongono il set EXPLORE, la cui appartenenza è motivo di particolare orgoglio da parte di molti fotografi. Come non dargli ragione, finire su EXPLORE significa vedersi riconosciuto il titolo di migliore foto entro 500 sulle centinaia di migliaia di foto che quotidianamente vengono caricate dagli utenti di Flickr.
Lo stesso algoritmo, però, non si limita a generare la classifica per EXPLORE, ma rivaluta quotidianamente il livello di interesse di TUTTE le foto presenti su Flickr. Nel fare ciò, inevitabilmente, produce anche una graduatoria d'interesse delle foto di ogni fotografo. Il suo funzionamento si basa su un mix di numero di visite, faves, commenti, gruppi a cui una foto partecipa, etc. Come ogni sistema automatico, non è assolutamente perfetto, anzi: basta farsi un giro su EXPLORE e vedere quante immagini di dubbio interesse siano state selezionate per rendersi conto dei limti effettivi dell'algoritmo. Allo stesso tempo, però, applicato al lavoro di un singolo fotografo riesce effettivamente ad identificare quelle immagini che più che altre sono in grado di catturare l'attenzione.
Non sarebbe quindi carino avere un set fotografico nel quale includere le 10, 50, 100 o 500 foto più "interessanti", magari aggiornato quotidianamente, per condividere con gli altri la selezione dei nostri scatti "migliori"?
Io ho creato un set simile alcuni mesi fa grazie al fatto che, essendo un utente pro di Flickr, ho accesso alla classifica di interesse delle mie foto. Il problema, però, è che tale classifica si modifica quotidianamente, per cui ogni tanto ero costretto a ritornare sul set per riorganizzarlo di conseguenza. Dico ero perchè, pochi giorni fa, sono venuto a conoscenza dell'esistenza della web-app "Flickr Set Manager" di Dopiaza.org, che è in grado di creare automagicamente simili set e di aggiornarli quotidianamente, tenendo conto della classifica aggiornata prodotta dall'algoritmo di interestingness di Flickr.
Utilizzare il Set Manager è davvero semplicissimo:
![]() |
| Bisogna innanzi tutto abilitare l'applicazione ad interagire con il nostro account Flickr. |
![]() |
| A queto punto bisogna creare un primo set cliccando, guarda un po', su "Clik Here". |
![]() |
| La prima finestra di creazione del nuovo Set permette di assegnare un tiolo ed una descrizione al nuovo set. |
![]() |
| Cliccando su Save si visuallizza un breve riassunto del Set appena generato. Da questa finestra sarà in futuro possibile aggiungere o modificare altri set. |
Ecco fatto, questo è quanto.
Così è come appare il mio nuovo set automagicamente creato ed aggiornato da Dopiaza.org
Postate il vostro e vediamoli insieme!
Top 200 (so Flickr says), a set on Flickr.
mercoledì 19 ottobre 2011
I costi occulti del megapixel
Avete acquistato una reflex digitale, magari facendovi consigliare da me o da da altri?
Avete aggiunto l'economico 50mm f1.8 al vostro parco lenti?
Cosa vi manca per produrre magnifiche fotografie da stampare in gigantografie da salotto? Ancora qualcosina il cui costo dipenderà pesantemente, purtroppo, da quanto avete "esagerato" con il sensore...
Vediamo dunque insieme quali strumenti siano necessari seguendo il percorso che una fotografia compie dallo scatto alla sua post-produzione finalizzata alla stampa di qualità.
- La luce attraversa la lente. Questo paso è il primo ed il più delicato. Lo abbiamo già detto, lo spiegherò nel dettaglio in futuro, qui lo ripeto: la lente è la vera responsabile della qualità del negativo fotografico. Quante e quali lenti servono? E' difficile dirlo, molto dipende dall'utilizzo che se ne intende fare (reportage, street photography, ritratti, panorami, foto a concerti, ad animali selvatici, macro, etc.). Il parco lenti non dovrebbe comunque superare in valore il doppio di quello del corpo macchina (altrimenti è ora di passare ad una reflex superiore!). L'altra regola da tenere in mente è la seguente: le focali fisse (ossia le lenti che non "zummano") sono le migliori scelte per rapporto qualità/prezzo, anzi sono in assoluto le migliori come qualità. Non a caso sono le uniche lenti utilizzati da chi fa moda e pubblicità.
- La luce colpisce il sensore. Quelli montati nelle nuove reflex sono tutti ottimi, per la scelta del corpo macchina valgono i consigli dati in questo post.
- L'immagine impressa sul sensore viene registrata su un supporto di memoria (scheda Compact Flash, SD, MicroStick, etc.). Le caratteristiche della scheda devono essere scelte in base al sensore montato dalla reflex: tanti più Mpx abbiamo disponibili, tanti più Gb di memoria serviranno e tanto più veloci in scrittura/lettura le schede dovranno essere. Per farvi un esempio, la mia full frame da 24Mpx produce file RAW da 35 Mb, per cui su una scheda da 8 Gb riesco ad allocare "solo" 220 scatti. File così grossi debbono essere poi scritti in fretta per liberare il buffer del corpo macchina velocemente per non interferire con le capacità di scatto continuo. Schede con velocità di scrittura inferiori ai 300x andrebbero pertanto evitate.
- La foto viene riversata su hard disk e quindi visualizzata da computer. Un monitor non all'altezza e/o non calibrato mostrerà un'immagine della fotografia che non corrisponde a quanto effettivamente registrato al momento dello scatto. Questo problema diventa determinante durante sessioni di post-produzioni intense, dato che si finisce per creare immagini molto diverse da quello mostrato su schermo, con conseguenti disastrose esperienze di stampa su carta e/o di condivisione digitale. Investire su uno schermo all'altezza e su un calibratore, come lo Spyder Pro 3, è pertanto fondamentale se si vuole eseguire post-produzione indirizzata alla stampa delle foto. Un computer non all'altezza non è in grado di gestire la post-produzione dei negativi digitali. Tornando ai file da 35 Mb prodotti dalla mia full frame, considerate che Aperture fa qualche bizza ad applicare i filtri più pesanti, come i retouch, anche su un iMac i7 27'' con 16 Gb di RAM (la scheda video non me la ricordo, ma è quella del modello dell'estate 2010). Quindi, tanti più Mpx abbiamo disponibili, tanto più potente dovranno essere processore, scheda video e banco RAM del computer che useremo per la post-produzione.
Quelle che vedete sono alcune mie fotografie esposte all'Animal Social Club di Roma durante le serate Sushi Sounday. Gli scatti da cui provengono le stampe sono stati fatti con una Sony Alpha 700, una reflex con sensore APS-C da 12 Mpx. La qualità delle stampe è risultata ottima fino a gigantografie da 1.5x1.5 metri. Non male, vero?
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